Sei in:
- Home
- » Spiritualita: Teologia spirituale
- » La santità
La Santità
Dio è amore;
chi sta nell'amore dimora in Dio
e Dio dimora in lui (1 Giovanni 4,16).
Non si tratta di un amore naturale, ma di un amore soprannaturale intensissimo, superiore alle capacità di qualsiasi intelligenza creata o creabile.
Ciò è possibile con la grazia, dono con cui Dio si unisce intimamente alla nostra intelligenza e volontà, comunicando loro capacità divine.
Si tratta d una vera "assunzione nella corrente di carità che è la sostanza stessa di Dio" (Thils, Santità cristiana).
La nostra intelligenza e volontà partecipano della vita di Dio:
"Tutti quelli infatti che sono guidati dallo Spirito di Dio, costoro sono figli di Dio" (Romani 8,14).
La deificazione
E' la partecipazione alla vita e all'intelligenza di Dio che si opera in noi per mezzo della grazia.
Lo afferma lo Spirito Santo nella seconda lettera di Pietro:
"(la potenza divina) ci ha donato
i beni grandissimi e preziosi che erano stati promessi,
perché diventaste per loro mezzo partecipi della natura divina"
(2 Pietro 1,4).
Ciò si realizza in Cristo Gesù.
Il santo è partecipe del
Mistero di Cristo.
Annuncia San Paolo:
"Giacché voglio sappiate che lotta sostenga ... affinché siano
consolati i loro cuori, uniti strettamente nell'amore, e giungano a possedere tutta la
ricchezza della piena intelligenza, sì da conseguire la conoscenza
del mistero di Dio (cioè) Cristo, in cui sono tutti i tesori
riposti della sapienza e della scienza"
(Colossesi 2,1-3)
Gesù abita in noi.
San Paolo afferma esplicitamente che Gesù, vero Dio e vero uomo, abita in noi per mezzo della fede:
"Cristo dimori nei vostri cuori per mezzo della fede" (Efesini 3,17).
La comunione spirituale
E' innegabile un contatto reale ed efficace non solo con la divinità, ma anche con l'umanità di Gesù, contatto che avviene per mezzo della fede, con l'adesione intima dell'anima a Lui.
Sentiamo la realtà dell'invito di Gesù:
"Venite a me voi tutti, che siete affaticati e oppressi ed io vi consolerò" (Matteo 11,28).
" ... usciva da lui una forza che
guariva tutti" (Luca 6, 19).
Come nella sua vita mortale, così ora, dalla sua umanità unita alla divinità, esce una speciale virtù santificatrice.
I discepoli di Emmaus parlando dello sconosciuto pellegrino che
avevano incontrato lungo il viaggio, esclamano:
Non ci ardeva forse il cuore in petto, mentre per strada ci parlava e ci spiegava le Scritture?"(Luca 24,32).
Il santo è un "intimo" a Gesù Cristo.
Questo contatto vivificante con Cristo è possibile in ogni momento. In questa
comunione si creano relazioni di una stupenda intimità
interiore con Gesù.
I teologi cercano di studiare la meravigliosa esperienza con Cristo dei grandi santi.
Il Cantico dei Cantici continua nei secoli, forse oscuro, forse nella desolazione, nella notte dello spirito, a volte nel fulgore dell'estasi.
Quali relazioni di cuore e di anima con il Cristo!
