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L'atto di fede
(applicato alla risurrezione di Gesù)
1. Introduzione
Atto di fede è accettare come vera un'affermazione per noi non evidente, non controllabile, non dimostrabile, fidandoci unicamente dell'attendibilità delle persone che la sostengono. Occorre però che il contenuto dell'affermazione non sia assurdo per noi. Normalmente si arriva alla decisione di credere dopo aver analizzato il "testimone" per vedere se fornisce "garanzie" sufficienti di credibilità.
* Applichiamo alla risurrezione di Gesù.
Poiché noi non siamo testimoni diretti di essa, la domanda è: coloro che l'hanno raccontata sono degni di fiducia? Quali garanzie portano? La situazione è diversa a seconda che si parli
* degli immediati ascoltatori degli apostoli
* degli uomini di oggi.
2. La fede dei discepoli degli apostoli
Quando gli apostoli predicarono la risurrezione di Gesù, i loro ascoltatori si domandarono: "Costoro stanno dicendo il vero riguardo a Gesù? Sono degni di fiducia?
a) Gli ebrei avendo sentito affermare che Gesù era morto e risorto "secondo le Scritture" (e quindi era il messia atteso) non avevano che da controllare le Scritture
b) I pagani, non avendo le "Scritture" da consultare, non potevano che cercare di stabilire se gli apostoli meritassero fiducia analizzando la coerenza del messaggio in sé, la coerenza di vita degli apostoli ed eventuali conferme da altri testimoni.
Talora interveniva anche qualche "fatto miracoloso" che confermava quanto gli apostoli dicevano. Il libro degli Atti chiama spesso in causa l'azione di Dio (Spirito Santo) per "toccare il cuore" degli ascoltatori e aiutarli a credere. Per i cristiani si tratta di autentici interventi di Dio. Tuttavia dato che non sono dimostrabili, una corretta esposizione dei fatti non li prende in considerazione. Di fatto molti pagani giudicarono "sufficienti" le garanzie fornite dagli apostoli e scelsero di fidarsi di loro e di aderire al cristianesimo.
In sintesi: l'atto di fede degli ascoltatori degli apostoli fu un atto di fiducia negli apostoli per ciò che riguardava la loro testimonianza su Gesù. Li hanno conosciuti e li hanno giudicati testimoni attendibili.
3. L'atto di fede dei cristiani di oggi
Oggi ci si può chiedere: "Ma la risurrezione avvenne realmente?"
Si tratta di un fatto eccezionale, fuori dell'esperienza comune, e per di più senza testimoni diretti.
Due sole risposte sono possibili: o Gesù è risorto, o non è risorto! Non potendo ripetere in laboratorio una risurrezione, è chiaro che non possiamo collocare il discorso sul piano scientifico. Ci collochiamo allora sul piano storico.
a) L'atto di fede come atto di fiducia nella Chiesa.
Secondo i cattolici, l'atto di fede è anzitutto un atto di fiducia nella Tradizione (orale e scritta) cioè nella comunità cristiana (Chiesa). Cristiano è colui che decide di fidarsi della Chiesa, in particolare nel senso che essa
* abbia valutato seriamente le persone degli apostoli e le loro testimonianze;
* abbia scelto quei testi che erano veramente conformi alla loro predicazione (canone del Nuovo Testamento);
* li abbia fedelmente trasmessi lungo i secoli;
* li abbia correttamente interpretati, secondo quanto veramente volevano dire;
* ne abbia ininterrottamente trasmessa l'interpretazione
Fidarsi della Chiesa non significa accettare che, lungo i secoli, tutti i cristiani (compresa la gerarchia) abbiano sempre vissuto coerentemente con i testi che hanno predicato. Vuol solo dire accettare che essa abbia conservato e trasmesso correttamente la vera tradizione cristiana, sia orale, sia scritta.
Per i cattolici (e altri gruppi cristiani) la fede cristiana non può essere un atto di fiducia nei testi, ma nella comunità cristiana che li ha prodotti. Il cristianesimo sorse infatti verso il 30, mentre i primi documenti cristiani che possediamo sono posteriori al 50: il cristianesimo c'era già quando i documenti non c'erano ancora.
b) Le argomentazioni a favore della storicità della risurrezione.
Basandosi sui testi del Nuovo Testamento, i cristiani (cattolici) hanno dovuto anzitutto rispondere alle negazioni della scuola critica e della scuola mitica (cfr. testo di P. Ottaviano), poi portare ragioni positive a favore della risurrezione di Gesù. Per la risurrezione non si possono portare prove, ma solo garanzie, indizi. Ne consegue che l'atto di fede sarà sempre un atto libero (non costretto dall'evidenza), ma non stupido (ci sono garanzie). Valutare se gli apostoli meritano fiducia è sempre un atto di notevole complessità, sia perché gli elementi da analizzare sono molti, sia soprattutto perché, nello stabilire il peso da attribuire ad ogni singolo elemento, interviene in modo decisivo la persona che lo valuta, con la sua esperienza ma anche la sua soggettività. D'altra parte nessuno potrà mai dimostrare con argomenti inoppugnabili che i motivi su cui si fonda la fiducia verso una persona siano falsi. La "forza" degli argomenti non sta in ciascuno di essi preso singolarmente, ma forse
quando Gesù fu arrestato e crocifisso, tutti (o quasi) lo abbandonarono. Quando poi videro Gesù risorto e si convinsero che era proprio lui, ritennero sufficiente la garanzia della sua risurrezione e credettero che veramente fosse il Figlio di Dio, come aveva affermato; decisero quindi di fidarsi di lui e di accettarlo come il maestro della loro vita, anche perché, rileggendo alla luce della risurrezione di Gesù l'Antico Testamento, che essi ritenevano Parola di Dio, trovarono in esso delle conferme che egli fosse il messia.
In sintesi: gli apostoli accettarono che Gesù fosse il Figlio di Dio, perché, dopo che egli lo disse e fu messo a morte, risorse.
5) La struttura dell'atto di fede oggi
L'atto di fede oggi si sviluppa attraverso i seguenti passaggi, nessuno dei quali è dimostrabile razionalmente
1) atto di fiducia nella Chiesa, che abbia conservato bene l'insegnamento degli apostoli, selezionando e tramandando senza manipolazioni i libri che lo contenevano e interpretandoli secondo quanto gli autori volevano dire;
2) atto di fiducia (attraverso la Chiesa) negli apostoli che abbiano tramandato bene quanto Gesù ha fatto e detto, in particolare la risurrezione di Gesù;
3) atto di fiducia (attraverso gli apostoli) in Gesù che sia veramente quello che ha detto di essere, cioè il Figlio di Dio, il Cristo, poiché l'ha garantito con la risurrezione;
4) atto di fiducia (attraverso Gesù) in Dio, Padre di Gesù e Padre di tutti gli uomini, che abbia risposto al problema del senso della vita umana.
Questo è lo schema teorico di un corretto atto di fede cristiano, secondo il cattolicesimo. Tuttavia molti cristiani non arrivano alla fede in Gesù seguendo questa linea in modo cosciente, ma attraverso una "catena di fiducia": ad es. il bambino si fida della mamma, la quale si fida del parroco, il quale si fida del suo professore di teologia... Ognuno accetta la testimonianza di un altro in cui ha fiducia. È un vero atto di fede e per molti spesso è l'unico possibile; tuttavia basta che un solo anello della catena si spezzi, perché la fede crolli, come quando un cristiano abbandona la fede per un cattivo esempio di un prete. Dato che il fatto della resurrezione di Gesù, come quelli di tutta la sua esperienza terrena, avvenuti duemila anni fa, giungono a noi attraverso gli autori di fatti poco edificanti avvenuti dopo, può succedere che qualcuno rifiuti o metta in dubbio il fatto antico. Proprio per questo motivo ha senso approfondire i documenti del Nuovo Testamento in modo che la fiducia si appoggi il più possibile sugli apostoli e non su intermediari. Solo così si può credere che Gesù è il Cristo, senza essere disturbati dal comportamento a volte poco coerente di certi cristiani attuali o passati
Gesù è risorto (o non è risorto) indipendentemente dal comportamento dei cristiani di oggi o di ieri.
Un fatto di duemila anni fa non può essere cancellato da fatti avvenuti dopo.
