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Che cos'è il Cristianesimo?

In molti parliamo di Cristianesimo, ma davvero ne conosciamo con chiarezza i fondamenti?

Il cristianesimo si presenta come una religione rivelata, afferma cioè di essere la risposta definitiva del Dio Jahve al problema del senso della vita.
Rivelatore è Gesù di Nazareth, vissuto in Palestina nel I sec. d.C.

  • * Gesù ha detto di essere il portavoce di Dio
  • * ha garantito di esserlo risorgendo.

L'esistenza storica di Gesù di Nazareth

L'esistenza storica di Gesù risulta certa grazie a molti documenti, sia cristiani che non cristiani (questi ultimi molto importanti in quanto non possono essere considerati "di parte") fin dal I e II secolo.

I principali documenti non cristiani

Talmud Babilonese (tra il Sec. I e il V d.C.)

È una raccolta di riflessioni e di tradizioni ebraiche.

«Viene tramandato: Alla vigilia (del sabbat e) della pasqua si appese Jesu (il nazareno). Un banditore per quaranta giorni andò gridando nei suoi confronti: "Egli (Jesu il nazareno) esce per essere lapidato, perchè ha praticato la magia e ha sobillato e deviato Israele. Chiunque conosca qualcosa a sua discolpa, venga e l'arrechi per lui". Ma non trovarono per lui alcuna discolpa, e lo appesero alla vigilia (del sabbat e) della pasqua» (2) (Sanhedrin 43a).

Il Talmud riporta notizie su Gesù non conformi a verità, però è importante perché indica come data della morte di Cristo il 14 di Nisan, la stessa segnalata nel vangelo di Giovanni.

93-94 - Le antichità giudaiche di Giuseppe Flavio

Giuseppe (37-110 d.C.) è uno storico ebreo, diventato filoromano, al servizio di Vespasiano e di suo figlio Tito, divenuti poi imperatori.
Scrisse in greco varie opere storiche, tra cui le Antichità giudaiche, in 20 libri, che raccontano la storia ebraica da Abramo ai suoi tempi. Nel libro XVIII, 63-64, si trova un passo, detto Testimonium flavianum, citato anche da Eusebio di Cesarea, nella Storia Ecclesiastica 1,11,7 e nella Demonstr. evang. 3,5,105-106, e dal vescovo cristiano Agapio (sec. X) nella sua Storia Universale scritta in arabo.
Presentiamo di seguito il testo ora accettato da tutti.

"Ci fu verso questo tempo (verso il 30 d.C.) Gesù uomo sapiente.
La sua condotta era buona ed era stimato per la sua virtù.
E attirò a sé molti giudei e anche molti greci.
Pilato lo condannò ad essere crocifisso e a morire. Ma non cessarono di amarlo coloro che da principio lo avevano amato. Essi raccontarono che era apparso loro tre giorni dopo la sua crocifissione e che era vivo.
Forse perciò era il Cristo di cui i profeti hanno raccontato tante meraviglie".

116 circa - Annales di Tacito, scritti in latino.

Sono il racconto degli avvenimenti dell'Impero romano dalla morte di Augusto a quella di Nerone, cioè dal 16 al 68 d.C.
A proposito dell'incendio di Roma del 64 era corsa voce che l'imperatore Nerone stesso avesse dato ordine di appiccare il fuoco. In riferimento a tale fatto lo storico romano scrisse: "Per mettere fine alla diceria, Nerone fece passare per colpevoli e sottopose a pene raffinatissime coloro che la plebaglia, detestandoli per le loro vergognose azioni, denominava cristiani.
L'autore di questo nome, Cristo, era stato messo a morte sotto l'impero di Tiberio, per ordine del procuratore Ponzio Pilato; e, pur essendo stata momentaneamente repressa, questa esiziale superstizione ricominciava a diffondersi, non solo per la Giudea, origine di quella sciagura, ma anche a Roma, dove da ogni parte confluisce e viene tenuto in onore tutto ciò che vi è di scellerato e di vergognoso. Perciò, in primo luogo furono arrestati coloro che confessavano, quindi, dietro loro indicazione, una grande moltitudine fu condannata, non tanto per l'accusa di aver appiccato l'incendio, quanto per odio del genere umano" (Annales, XV, 44).

112 - Lettera di Plinio il giovane all'imperatore Traiano, scritta in latino (Epist. X, 96)

Plinio è "legato per la provincia del Ponto e della Bitinia con potere consolare". Riportiamo parti della lettera:

"Non ho mai preso parte ad istruttorie a carico dei cristiani; perciò, non so che cosa si sia soliti fare: o punire, od inquisire, ed entro quali limiti (...). Per ora, nei confronti di coloro che venivano deferiti al mio giudizio come cristiani, ho seguito questa procedura: ho chiesto innanzitutto loro se fossero cristiani; se confessavano, li ho interrogati una seconda ed una terza volta, minacciandoli di morte; se perseveravano, ordinai che fossero condotti al patibolo. D'altronde, non avevo alcun dubbio che, qualunque cosa confessassero, certamente erano meritevoli di castigo la loro pertinacia e la loro cocciuta ostinazione. Altri ve ne furono, colpiti dalla stessa follia, al cui riguardo, poiché erano cittadini romani, ordinai che fossero condotti a Roma. Ben presto, poiché, per il fatto stesso di trattare questi problemi, le accuse aumentarono, come di solito accade, mi capitarono sottomano numerosi casi [...].. Altri, denunciati da un delatore, dissero di essere cristiani e subito dopo negarono; dissero di esserlo stato in passato, ma di aver cessato di esserlo, chi da tre anni, chi da un numero d'anni ancor maggiore, alcuni addirittura da vent'anni. Anche tutti costoro venerarono la tua immagine e quella degli dèi e maledissero Cristo. Dicevano, inoltre, che la loro colpa o il loro errore consisteva nel fatto di esser soliti riunirsi all'alba in un giorno fisso e di intonare a cori alterni un inno in onore di Cristo - come se fosse un dio - e di impegnarsi con un giuramento non a commettere qualche delitto, ma a non commettere furti, frodi, adultèri, a non venir meno alla parola data, a non negare un deposito, qualora ne fossero richiesti. Fatto ciò, era loro costume allontanarsi e ritrovarsi di nuovo insieme per prendere un cibo, ad ogni modo comune ed innocente, ma avevano desistito da questa usanza in seguito al mio editto, nel quale, in osservanza ai tuoi ordini, avevo vietato la costituzione di eterìe (= associazioni) [...] Mi è parso, infatti, che la questione meritasse di esser sottoposta al tuo giudizio, soprattutto per il numero di quelli che sono coinvolti in questo pericolo: molte persone di ogni età, di ogni ceto sociale, addirittura di ambo i sessi, sono trascinate in questo pericolo e ancora lo saranno. E non solo per la città, ma anche per i sobborghi e per le campagne si è esteso il contagio di questa deleteria superstizione; tuttavia, mi pare che si possa ancora bloccarla e ricondurla nella norma".

112 - Risposta di Traiano a Plinio (Epist.X, 97)

"Mio caro Plinio, nell'istruttoria dei processi contro coloro che ti venivano denunciati come cristiani, hai seguito la procedura alla quale dovevi attenerti. Non si può infatti stabilire una norma generale che abbia, per così dire, un carattere rigido. Non li si deve ricercare; nel caso in cui vengano denunciati e riconosciuti colpevoli, debbono esser puniti, in modo, però, che colui che avrà negato di esser cristiano, e lo avrà dimostrato coi fatti, cioè rivolgendo suppliche ai nostri dèi, sebbene sospetto in passato, ottenga il perdono per il suo ravvedimento".

120 - Vite dei Cesari di Svetonio, scritte in latino

Nell'opera vi sono due accenni ai cristiani:
a) Nella Vita di Claudio (25, 4), dice che l'imperatore:

"Espulse da Roma i giudei diventati per istigazione di Cresto¹, una continua causa di disordini".

¹ Nonostante questo modo di scrivere, è probabile che Svetonio si riferisca a Gesù Cristo e che là dove dice "giudei" intenda "cristiani". Per capire il perché di questo modo di scrivere, occorre sapere che le parole greche "christòs" (= unto) e "chrestòs" (= ottimo, il migliore) nel I secolo d.C. si pronunciavano allo stesso modo. Se Svetonio non sapeva che con la parola "unto" i cristiani intendevano "consacrato mediante unzione", è assai facile che si sia sbagliato e abbia ritenuto più probabile che il capo di una setta sia soprannominato "il migliore" piuttosto che "l'unto (di Dio)".

L'espulsione avvenne nel 49 (cfr. anche Atti 18, 2).

b) Nella Vita di Nerone (16, 3), dice che l'imperatore:

"Sottopose a supplizi i cristiani, razza di uomini di una superstizione nuova e malefica".

125 - Apologia di Quadrato all'imperatore Adriano.

125 - Lettera dell'Imperatore Adriano a Minucio Fundano, proconsole d'Asia (citata da Eusebio, Hist. Eccl. IV, 9).

Siccome avvenivano spesso dei linciaggi contro i cristiani e c'erano denunce anonime, l'imperatore scrive tra l'altro:

"Se gli abitanti della provincia possono addurre prove valide contro i cristiani, in modo da poterle sostenere davanti al tribunale, ricorrano unicamente a questo mezzo e non mai a clamori o ad esecuzioni sommarie... Se chi accusa dimostra che i cristiani hanno infranto le leggi, determina tu la pena secondo la gravità; ma se colui che denuncia lo trovi mosso da intenzioni calunniose, puniscilo esemplarmente..."

150 - Il Pastore di Hermas: è una raccolta di visioni scritta in greco

155-65 - Giustino, filosofo cristiano nato a Nablus, in Samaria, ma non ebreo, scrisse in greco tre opere:

* due Apologie in difesa dei cristiani (155 e 165). * Dialogo con Trifone (160).
È un dialogo tra Giustino ed il rabbino Trifone a proposito dell'ebraismo e del cristianesimo. In esso Trifone riporta il seguente giudizio su Gesù: "Gesù il galileo è il fondatore di una setta empia ed avversa alla legge (di Mosè). Noi l'abbiamo crocifisso. I suoi discepoli trafugarono nottetempo il suo cadavere dal sepolcro e ingannarono gli uomini dicendo che era risorto dai morti e salito al cielo".
Questo giudizio su Gesù ha varcato i secoli ed è ancora sostenuto oggi da studiosi ebrei.

Mara Bar Serapion

Un manoscritto siriaco del VII secolo contiene il testo di una lettera del siriano Mara Bar Serapion a suo fratello Serapione. La lettera è certamente successiva al 73 d.C.:

«Che vantaggio trassero gli ateniesi dal condannare a morte Socrate?... gli uomini di Samo dal bruciare Pitagora?... i giudei dal giustiziare il loro sapiente Re? Fu proprio dopo tale [delitto] che il loro regno fu distrutto [evidentemente la distruzione di Gerusalemme]. Dio giustamente vendicò questi tre uomini saggi: gli ateniesi morirono di fame; gli uomini di Samo furono sopraffatti dal mare; i giudei, rovinati e cacciati dalla loro terra, vivono in completa diaspora. Ma Socrate non morì per i buoni; continuò a vivere nell'insegnamento di Platone. Pitagora non morì per i buoni; continuò a vivere nella statua di Hera. Né morì per i buoni il Re sapiente; continuò a vivere nell'insegnamento che aveva impartito» (Manoscritti siriaci del British Museum: Supplemento 14, 658).

A differenza dei precedenti documenti, qui il riferimento a Gesù è indiretto, tuttavia il testo che presenta Socrate e Pitagora quali personaggi storici, pone accanto a loro come figura storica anche il «saggio Re» dei Giudei. Questi non può essere che Gesù di Nazaret, il quale fu giustiziato (crocifisso) e con il suo messaggio dette «nuove leggi» all'umanità

177 - Apologia di Atenagora all'imperatore Marco Aurelio

180 - Il discorso veritiero del filosofo Celso (conservato nel *Contra Celsum di Origene), sostiene che:

"Gesù era soltanto un uomo; le profezie (dell'Antico Testamento) si possono adattare a migliaia di altre persone meglio che a Gesù".

Si noti, a conclusione, davanti all'abbondanza delle fonti cristiane, che le fonti non cristiane riguardanti l'origine del cristianesimo sono assai poche, perché la "Storia" si accorge di un fenomeno solo quando esso acquista notevole rilevanza. E, normalmente, ciò avviene solo molto tempo dopo che il fenomeno è sorto.

Libri apocrifi del Nuovo Testamento, soprattutto vangeli

(La parola apocrifo letteralmente significa nascosto-segreto e venne applicata a questi libri perchè, contenendo dottrine che non trovavano riscontro nei vangeli comunemente accettati, venivano giustificati dicendo che trasmettevano insegnamenti segreti, comunicati in privato da Gesù a questo o a quell'apostolo, a cui poi il vangelo veniva attribuito).

Sono "costruzioni" della vita di Gesù o di qualche apostolo. Spesso sono attribuite ad un apostolo per dare maggior credito al libro stesso, anche se in qualche caso è facile dimostrare che sono dei falsi. Per questo sono anche detti "libri pseudoepigrafi" (= falsamente attribuiti). Nascono dal desiderio di conoscere qualche cosa di più sul Maestro-Fondatore o sugli altri fondatori del cristianesimo e dipendono spesso in modo evidente dai libri del Nuovo Testamento: cercano di supplire con la fantasia al carattere lacunoso dei libri ufficiali. Non è escluso che qualche informazione sia storica.

Dai documenti non cristiani emerge:

  • * È esistito Gesù di Nazareth, morto giustiziato attorno al 30 d.C. in Palestina, sotto Ponzio Pilato durante l'impero di Tiberio.
  • * I suoi seguaci affermano di aver visto Gesù nuovamente vivo e riconoscono in lui il Cristo (o Dio).
  • * Gesù è indicato come il fondatore della "setta" cristiana. I cristiani si diffondono assai rapidamente in tutto l'Impero ed anche a Roma.
  • * Sono odiati e perseguitati.

Poiché Gesù si presenta come il messia (= il portavoce di Dio) e dice di rispondere, a nome di Dio, al problema del senso della vita, data la posta in gioco, vogliamo cercare di vedere se è credibile o no.

(continua: Introduzione agli scritti cristiani)