Sei in:
- Home
- » Mini corso sul Cristianesimo: Indice
- » La Bibbia, Parola di Dio
La Bibbia, Parola di Dio
1. Il canone dei libri ufficiali cristiani
Abbiamo già visto (Introduzione agli scritti cristiani) che nel I-II secolo circolavano nelle comunità cristiane parecchi libri di apostoli, di discepoli degli apostoli o falsamente attribuiti agli apostoli (apocrifi).
Nelle discussioni teologiche che sorsero c'era incertezza su quali libri ritenere veramente vincolanti. Si sentì allora la necessità di stabilire un elenco di libri "ufficiali" in cui ritrovare il genuino pensiero cristiano.
Fu essenziale l'apporto ed il controllo delle Chiese che giudicarono quali fossero i libri da accettare come vincolanti per la fede. I criteri usati per fare questa selezione sono stati i seguenti:
- ecclesialità: libri accettati da tutte le Chiese che li conoscevano;
- apostolicità: libri che avevano alle loro spalle, direttamente o indirettamente, un apostolo
che ne garantiva l'autenticità;
- tradizionalità: libri che facevano su Gesù un discorso conforme alla predicazione orale degli
apostoli.
In base a questi criteri vennero selezionati 27 libri, detti Nuovo Testamento.
2. La trasmissione del testo
La Chiesa è intervenuta anche a garantire la corretta trasmissione del testo nei manoscritti che lungo i secoli venivano copiati.
Si è visto infatti (cfr. foglio n. 4) che con i manoscritti in nostro possesso siamo in grado di ricostruire il testo come era in uso agli inizi del III sec. o forse anche alla fine del II. Si è visto che solo la Chiesa, per ora, può garantire la conformità del testo del III sec. col testo originale (atto di fiducia nella Chiesa).
3. La Bibbia, parola di Dio (ispirazione)
La Chiesa, assistita dallo Spirito Santo e quindi infallibile, i concili ecumenici e i papi, anch'essi infallibili, hanno sempre riconosciuto come Parola di Dio, e quindi vincolante per la fede e la vita del cristiano, la Sacra Scrittura.
Ma qual è la Sacra Scrittura?
In realtà solo la Chiesa può dire quali siano i libri sacri, cioè provenienti da Dio e vincolanti! Infatti non è scritto nella Bibbia quali siano i libri della Bibbia!
a) Per il Nuovo Testamento
La Chiesa ha riconosciuto come parola di Dio i 27 libri del Nuovo Testamento, in cui, secondo essa, è contenuto l'autentico pensiero cristiano.
b) Per l'Antico Testamento
Quanto ai libri dell'Antico Testamento, la Chiesa ha accettato che contengano la parola di Dio solo alla luce dell'interpretazione data ad essi da Gesù.
La Chiesa, fin dagli inizi, si è sempre comportata in modo libero nei confronti dell'Antico Testamento. Ha infatti lasciato cadere molte norme contenute in esso, come le norme di purità (e questo l'aveva detto anche Gesù almeno riguardo ai cibi - Mc 7, 19), le norme liturgiche e sacrificali, molte norme giuridiche (es. la circoncisione o il divieto di farsi immagini, su cui Gesù non disse nulla)
Documentazione
- per l'Antico Testamento: 2 Tim 3, 16; 2 Pt 1, 19-21.
- per le lettere di Paolo e le altre lettere: 2 Pt 3, 15-16. Le lettere di Paolo sono messe qui
sullo stesso piano delle "altre scritture".
- Non abbiamo per gli altri libri del N.T. alcuna documentazione contenuta nel N.T. stesso.
Offrire una tale documentazione sarebbe un circolo vizioso: il N.T. direbbe quali sono i libri
del N.T.!
Dire che i libri della Sacra Scrittura sono "ispirati", significa dire che le comunità cristiane hanno riconosciuto che in quei libri è contenuto quanto Dio ha voluto rivelare all'umanità, non nel senso che Dio parli in ebraico o greco, ma nel senso che il contenuto di essi corrisponde, in modo comprensibile dagli uomini, a quanto Dio ha voluto che i cristiani sapessero sul senso della vita umana e sul modo migliore per raggiungerlo.
4. Interpretazione della Bibbia
* La Bibbia è un messaggio di Dio, ma le parole attraverso cui si esprime sono parole umane, scritte secondo la mentalità e la cultura dell'autore umano. Ora qualsiasi testo scritto, per essere rettamente capito, deve essere interpretato. E ciò è tanto più necessario per la Bibbia, se si tiene conto del fatto che essa è scritta in tempi, culture e lingue molto diverse dalle attuali.
Hanno senso perciò ulteriori domande:
a) Chi può interpretare autorevolmente la Bibbia?
b) Con quali criteri o metodi deve essere interpretata?
* Come si è visto, è stata la Chiesa che ha stabilito quali sono i libri sacri. È perciò la Chiesa che fonda e giudica le Sacre Scritture e non viceversa. Pensare diversamente significa mettersi nella impossibilità di stabilire quali siano le Sacre Scritture. Perché infatti il vangelo secondo Luca dovrebbe essere parola di Dio, mentre la Didaché, contemporanea al vangelo secondo Luca, no?
L'unica risposta che i cristiani possono dare è che la Chiesa di allora, guidata dallo Spirito di Gesù, così ha giudicato.
Dunque, secondo la testimonianza delle Chiese antiche la Sacra Scrittura non può da sola essere norma e fondamento della fede, in quanto essa, almeno quanto al Nuovo Testamento, è venuta dopo: la fede cristiana c'era già, quando il Nuovo Testamento non c'era ancora. Il cristianesimo è infatti sorto verso il 30 d. C., mentre il Nuovo Testamento sorse dal 51 al 100 circa!
Ammesso il principio secondo cui è la Chiesa che, ispirata dallo Spirito Santo, giudica la Scrittura, ne consegue che è sempre la Chiesa che ha il compito di interpretarla per stabilire che cosa veramente lo Spirito di Dio ha voluto far sapere ai cristiani (e attraverso loro all'umanità), perché vi si uniformino.
* Rispondendo alle due domande iniziali, si può dire:
a) solo la Chiesa può interpretare autorevolmente la Bibbia. Infatti
- alla radice del N.T. c'è una lunga tradizione orale;- è la tradizione che ha scelto quali libri fossero "apostolici";
- l'interpretazione del testo biblico data dagli antichi ha maggiori garanzie di verità, rispetto a tutte quelle che vennero dopo, sia per la maggior vicinanza al tempo come lingua e sia per la migliore conoscenza dell'ambiente in cui il testo fu prodotto.
La Chiesa si esprime
- o mediante una sostanziale unanimità
- o mediante il Concilio Ecumenico
- o mediante il papa.
La tradizione non ha però peso uguale per tutti i punti della fede cristiana. Ci sono infatti interpretazioni di testi biblici da tutti sempre e dovunque accettate e queste sono vincolanti per il cristiano. Ce ne sono altre che, anche se comunemente sostenute da molti, non furono sostenute sempre e da tutti, e le persone che dissentirono pubblicamente non furono mai condannate. Queste interpretazioni sono di libera discussione. Possono poi sorgere problemi nuovi a cui dover dare una risposta mediante interpretazioni nuove, delle quali non si riesce a vedere subito bene la conformità o meno con la tradizione antica. È il caso classico in cui si deve interrogare la Chiesa che ha in sé lo Spirito di Gesù, affinché valuti la nuova interpretazione e prenda una posizione.
b) i criteri per interpretare la Bibbia sono stati fissati dalla Chiesa stessa.
5. Sintesi
Quanto segue espone sinteticamente il percorso obbligato che deve fare il cristiano per arrivare a dire che la Bibbia (e in particolare il N.T.) è parola di Dio:
1. l'atto di fiducia nella Chiesa antica ed attuale porta a dire che i libri del N.T. sono libri antichi e ufficiali,
2. l'atto di fiducia nella Chiesa del I/II sec. porta a dire che sono libri apostolici (sono stati prodotti direttamente o indirettamente dagli apostoli),
3. l'atto di fiducia negli apostoli porta a dire che sono libri storici,
4. l'atto di fiducia in Gesù, che ha dato l'infallibilità alla Chiesa, porta a dire che sono libri sacri - parola di Dio.
APPENDICE:
Il metodo di lettura della Sacra Scrittura
L'articolo determinativo "il" è volutamente provocatorio: oggi vale il "secondo me". Ma vediamo se non vi siano ragioni valide per sostenere tale tesi.
Di fronte allo scritto di un autore, possono darsi da parte dei lettori numerose interpretazioni del suo pensiero, ma è innegabile che ad una e ad una sola pensava egli scrivendo. Esistono cioè nella lettura un dato soggettivo (la nostra interpretazione) ed un dato oggettivo (l'idea che l'autore vuole trasmettere).
Metodo corretto di lettura è quello che si propone di giungere al secondo: non che cosa l'autore suggerisce a noi, ma che cosa egli intendeva veramente dire, pur tenendo conto delle difficoltà di determinare tale dato oggettivo e del fatto che esso dovrà pur sempre essere espresso mediante una nuova formulazione soggettiva.
La Bibbia è un testo sorto, quanto all'A.T., nell'ambiente ebraico durante molti secoli, e, quanto al N.T., nell'ambito delle prime comunità cristiane, le quali hanno recepito come Sacra Scrittura anche l'A.T., dandone una nuova ed originale interpretazione alla luce di un fatto nuovo: Gesù di Nazareth è il Messia, perché è risorto. Volendo conoscere il pensiero degli autori biblici, ci si deve necessariamente rifare all'ambiente che l'ha prodotto.
Ecco due modi opposti di leggere la Bibbia:
1. una lettura pagana: leggere il testo sentendo che risponde alle nostre esigenze. Il testo è vero, perché corrisponde alle nostre idee.
2. una lettura di fede: non sempre si sa bene che cosa sia la verità e quindi non sempre si trova che il testo sia vero, ma lo si crede vero, fidandosi della Chiesa, anche quando non corrisponde alle nostre idee.
ConclusioneUna lettura che voglia giungere al pensiero degli autori non può prescindere dalla presentazione che ne fa la comunità nella quale tale libro è sorto ed è sempre stato letto: la Chiesa.
