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Voi chi dite che io sia?
È la domanda che Gesù pose un giorno ai suoi discepoli, quelli che aveva preso con sé ed aveva tenuto vicino vivendo ogni giorno con loro.
La gente dice tante cose, che è buono, è un maestro, un profeta ma voi che cosa dite?
Una domanda che vogliamo oggi rivolgere a noi stessi, ognuno di noi a sé stesso, personalmente:
"Tu, chi dici che io sia?"
Una domanda non oziosa, e neppure superficiale.
Perché dalla risposta dipendono tante cose:
l'orientamento della tua vita,le scelte di ogni giorno,
la pace del cuore, il nostro destino eterno.
Tutti ci siamo imbattuti in Gesù Cristo In qualche modo, nella nostra vita, lo abbiamo incontrato.
C'è stato il momento del nostro battesimo che non abbiamo scelto ma ci ha segnati per la vita e ci ha fatti cristiani, un nome che deriva da Cristo.
Ci sono stati altri momenti significativi nella vita: la tua prima comunione di cui certamente mantieni un dolce ricordo;il tempo della adolescenza e della giovinezza che è tempo di scelta, della decisione se accompagnarsi a Lui o andare per la tua strada prendendo le distanze; il matrimonio poi, che certamente ha posto degli interrogativi;ed altri episodi della vita, sereni o faticosi e difficili in cui ci siamo trovati soli ed era importante avere qualcuno.
Non puoi non tenerne conto. E' una domanda che ti porti dentro o comunque talvolta affiora anche se le cose cui devi pensare sono tante e diverse:
"Tu, chi dici che io sia?"
Per qualcuno è soltanto un nome Egli è un qualcosa o qualcuno che non ha incidenza nella vita.
Ci possono essere state delle situazioni in cui ha significato qualcosa (l'oratorio da ragazzo, qualche ricordo della adolescenza) ma poi le esperienze che hai vissuto, il lavoro, la famiglia, la durezza della lotta per farsi posto nella società, lo hanno relegato alla periferia del tuo pensiero e del tuo cuore. Continui a ritenerti cristiano e forse ci tieni anche a considerarti così ma è parola vuota, un involucro senza contenuto.
Per altri è come un fantasma
Non nel senso che mette paura o fa impressione ma di una figura evanescente che non si sa bene quello che è e vorresti anche afferrare ma non ci riesci.
Quando Gesù Cristo è rimasto nella mente ed anche un po' nel cuore, e ti ricordi di lui qualche volta, quando viene Natale e Pasqua, o vai ad un santuario o ti viene in mente e lo chiami in una grande difficoltà.
Un po' come i discepoli quando lo hanno visto la prima volta dopo la Resurrezione: è lui o non è lui?
Il che tradotto per noi vorrebbe dire: ci sarà o non ci sarà?Per tanti è un uomo superiore
per quello che ha detto: basta leggere il vangelo che ci riporta le sue parole per capire che nessuno ha mai parlato così;per quello che ha fatto: un uomo giusto, amante della verità, libero, amico degli uomini, coerente fino al sacrificio della vita.
Come dicevano i discepoli: "chi dice che sei un maestro di vita, chi un uomo di Dio, chi un profeta".
Come tanti altri che hanno parlato di giustizia e di pace e di libertà e dignità dell'uomo e spesso sono stati stroncati dalla violenza degli uomini che non amavano la verità.
Come tanti altri, ma molto, molto di più, il più grande tra gli uomini.
E' raro trovare qualcuno che contesti la sua figura, semmai se la prendono con i suoi seguaci perché non sono all'altezza del maestro, ma su Gesù Cristo non c'è molto da discutere.
Il titolo di uno spettacolo che ha fatto rumore qualche anno fa diceva "Jesus Christ Superstar"!
Ma tutto questo non ci basta
Non è sufficiente perché non risponde alle domande che ci portiamo dentro:
"che cosa è l'uomo? Quale è il significato del dolore, del male, della morte, che malgrado tanto progresso continuano a sussistere? Che cosa ci sarà dopo questa vita?" (Concilio Vaticano)
Chi non si porta dentro degli interrogativi e vorrebbe trovare risposta?
Altrimenti la nostra esistenza è un correre ed affaticarsi, un susseguirsi di avvenimenti che talvolta ti piacciono ma per la gran parte ti pesano e rotolano veloci verso la fine.
Non si può vivere senza senso: "la verità è l'esigenza più profonda dello spirito umano" (Giovanni Paolo II).
E soprattutto non ti aiuta a venirne fuori, e trovare quella pace che vai cercando e placa l'inquietudine della tua ricerca;
"chiuso in sé, senza via di uscita, senza accesso a Dio, al mondo, all'altro": molti fanno questa esperienza e vanno avanti nella rassegnazione e talvolta nella disperazione.
"Cercavo la via e non la trovavo" dice S. Agostino raccontando la sua storia, perché restava sempre quella sete di felicità, che né le cose materiali, né le esperienze sensibili né i traguardi raggiunti riescono a soddisfare.
Abbiamo bisogno di qualcuno che ci tenda la mano
C'è bisogno di qualcuno che risponda agli interrogativi profondi che ci portiamo dentro e ci liberi dalla pesantezza che opprime il cuore, qualcuno che ci indichi la via.
Essere fragili, bisognosi, poveri non salva di per sé
Abbiamo bisogno di un salvatore.
C'è una risposta:
Gesù risponde alla aspirazione alla verità che abita nel cuore
dell'uomo.
Ti dice che:
sei amato dal Padre che sta nei cieli,
che ti conosce per nome,
che sa quello di cui hai bisogno "perché anche i capelli del
vostro capo sono contati",
come un padre non ti lascia solo e non ti fa mancare quello di
cui ha bisogno,
che non sei mai solo,
che la pace del cuore e la felicità esistono
perché in ogni uomo c'è una inquietudine che trova riposo solo in
Dio e il vuoto che la nostra generazione sperimenta è l'impronta
in negativo dell'assenza di Dio.
Gesù Cristo porta una sfida alla scommessa della tua esistenza:
quale sia la via più sicura alla felicità. Non la più facile,
ma quella che ti porta la gioia e la pienezza di vita "vi do
la mia pace, non come il mondo la dà... e voi sarete nella
gioia"
che la nostra vita ha un senso solo se è donata e chi vuolte
tenerla
per sé, cercare solo il suo tornaconto, "godersela" se la vede
sfuggire mentre chi è capace a metterla a disposizione degli
altri e del bene la custodisce per sempre.
Gesù Cristo ti dice che è possibile amare:
perché è venuto sulla terra per amore, è vissuto nell'amore, donando e irradiando amore, è morto per compiere il suo disegno di amore, è risorto e vive e questo è il suo testamento "amatevi come io vi ho amati",
In Gesù anche il dolore e la sofferenza hanno un significato:
"se il chicco di frumento caduto in terra non muore non porta frutto, ma se muore porta molto frutto"
ed è andato avanti lui, con la croce, il Venerdì Santo, che non è l'ultima pagine del Vangelo che finisce invece con la Pasqua di Resurrezione.
Dolore e sofferenza che restano mistero, ma illuminati dalla promessa che neppure una lacrima andrà perduta, che la morte non è la fine della vita: "Padre, voglio che dove sono io siano anche loro" perché "che vale all'uomo guadagnare anche tutto il mondo se poi perde la sua anima?"
C'è un compagno di viaggio
Gesù è il discreto compagno di viaggio che si unisce all'uomo nel suo faticoso andare.
In ogni situazione umana, entrando in relazione con le persone, lascia trasparire la sua ricca umanità.
- è un uomo che ama la verità:
"il vostro parlare sia si si, no no, tutto il resto viene dal maligno"
"non c'è nulla di nascosto che non sarà rilevato"
- un uomo libero:
libero dalla tentazione di soldi "non potete servire Dio e mammona";
libero dal servilismo dei potenti "andate a dire a quella volpe di Erode"
"tu non avresti nessun potere su di me se non ti fosse stato dato dall'alto" (a Pilato);
libero dell'opinione della gente "volete andarvene anche voi?" (agli apostoli);
libero da ogni paura "non temete, io ho vinto il mondo!"
- un uomo che sa donare la sua vita:
"nessuno ha un amore più grande di colui che sa dare la vita per i fratelli"
- e che rispetta ogni uomo:
"il Figlio dell'uomo è venuto a cercare quello che era perduto".
C'è un senso alla tua vita: è venuto a portare la vita
Ti chiedi: tutto questo di cui andiamo ragionando è possibile?
Se ci guardiamo intorno sembra che non ci sia molta speranza.
Ma Gesù afferma: "io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza".
Se gli dai fiducia,
se credi in lui,
se lo accetti e lo accogli
la tua vita cambia.
Gesù Cristo conosce meglio di chiunque quello che c'è nel cuore dell'uomo.
Egli ha vissuto tutta l'esperienza umana perché tu lo possa sentire non estraneo e lontano.
A contatto con lui scopriamo anche la nostra debolezza ed i nostri peccati e questa scoperta ci umilia e ci avvilisce nello scoraggiamento ma la sua misericordia è una porta aperta alla speranza.
Credendo in Gesù accettiamo anche noi stessi.
Nell'incontro con lui "rinasciamo" come creature nuove, come figli di Dio, come fratelli per tutti gli uomini.
Allora diventa possibile parlare ancora di gioia: "questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena".
La vita è stimolo di gioia.
Gesù Cristo, che è venuto al mondo per darci la vita in abbondanza, fin dall'inizio, nel discorso della montagna, traccia il cammino della felicità: "beati i poveri, i misericordiosi, quelli che hanno fame e sete della giustizia, gli operatori di pace, i puri di cuore".
E' vissuto così, e ci impegna sulla stessa strada dell'amore, della comunione fraterna, dell'amicizia, della solidarietà nel mondo che è quello che è col suo carico di sofferenza, divisione, violenza ed ingiustizia.
Non è possibile accettare e tollerare che un quinto dell'umanità si accaparri e consumi l'80% delle risorse del mondo, lasciando ai restanti, e sono la maggioranza degli uomini e delle donne del pianeta, le briciole;
come non è accettabile che in Italia, paese avanzato nella produzione, cresca di anno in anno il numero delle famiglie povere.
"Perché siete tutti fratelli".
La società che ci circonda sembra stanca, demotivata, anche impaurita; porta dentro di se il germe della morte e lo nasconde con raffinatezza in uno scenario complesso.
Coppie che hanno paura del figlio, ospedali costruiti per la salute e la vita che programmano la soppressione degli innocenti, accattivanti ipotesi di "dolce morte" per coloro che non servono più.
Anche tanti cristiani, in Italia ed in Europa, sono stanchi.
Diceva uno scrittore francese "il Vangelo è giovane è voi che siete vecchi!" E il Papa ripete ovunque: "aprite le porte a Cristo: egli conosce quello che c'è nel cuore dell'uomo!"
E' risorto e vive e lo puoi incontrare
Gesù
non è soltanto un maestro di vita che ci ha lasciato delle
massime e degli orientamenti preziosi:
non è soltanto un personaggio storico che ha vissuto una vicenda capace di illuminare la storia dell'umanità;
non è soltanto un esempio, il più alto che ci è dato di conoscere nel corso del tempo: è risorto e vive. "Ecco sto alla tua porta e busso".
Non apre con forza le porte degli uomini, bussa leggermente.
Spesso si sente respingere, come è già capitato a Betlemme e Nazaret e Gerusalemme ma a quanti lo hanno accolto ha dato il potere di divenire figli di Dio.
"Se uno mi apre, entrerò e cenerò con lui" (Apocalisse).
Dove trovare Gesù, oggi?
Lo trovi nel Vangelo. Forse ce l'hai in casa ma non lo hai mai letto con attenzione, prova a leggerlo con amore sentirai che le sue parole ti interpretano, ti entrano dentro, rispondono alla tua domanda.
Lo trovi nei sacramenti: ogni volta che partecipiamo alla Eucarestia sentiamo che Gesù è in noi, che noi siamo in lui, trasformati secondo il suo cammino e la sua verità; ogni volta che ci accostiamo al sacramento della Penitenza, che è sempre un incontro di amore e di liberazione.
Lo trovi nella compagnia umana dei fratelli che Cristo ha iniziato coi primi che ha chiamato accanto a sé e che continua nei secoli nelle piccole e grandi comunità cristiane, la tua parrocchia, la Chiesa, i poveri, con tutti i difetti è vero, ma che è la compagnia di Gesù.
"Gesù Cristo: egli è al centro della storia e dell'universo, ci conosce e ci ama, compagno ed amico della nostra vita, uomo di dolore e di speranza.
Non ci stancheremo mai di parlare di Lui: egli è la luce, la verità e poi ancora la via la verità e la vita, la pace e la fonte di acqua viva, egli il nostro pastore, nostra guida, nostro esempio, nostro fratello" (Paolo VI).
Un volto da contemplare e da completare Nella prima pagina di questa lettera c'è un volto di Cristo incompleto: una metà è da completare.
E' un invito a ciascuno di noi.
Quanto è scritto in questa lettera è una semplice povera ma sincera presentazione di Gesù, una proposta ed un invito ad accettarlo.
E' una parte del suo volto.
L'altra, quello che lo completa, che lo rivela in tutta la sua bellezza è la forza e santità, è compito di ciascuno di noi, quando apriamo la porta dove egli bussa, lo facciamo entrare nella nostra vita, ci lasciamo guarire, illuminare, guidare da lui.
Questo desidera dirvi il Vescovo, a tutti, sacerdoti e laici, uomini e donne, giovani e adulti, senza differenza quasi, perché possiamo essere e diventare ogni giorno di più discepoli del Signore, perché la nostra vita sia piena.
(Saluzzo 1° settembre 1996, Solennità di S. Chiaffredo - Diego BONA Vescovo)