Forum e
Newsletter


Accedi o Registrati
Potrai partecipare al Forum
e ricevere la
Newsletter

Fede InForma

Sottosito: biblioteca testi e documentazione

Libera lo spirito

Gabbiano in volo

Si vorrebbe essere un balsamo per molte ferite

(Etty Hillesum)

Sito partner

Ricerche

nel sito nel Web

powered by FreeFind

Tazebao

Tu sei il mio Dio, a te sospiro giorno e notte.

Appena ti conobbi mi hai sollevato in alto perché vedessi quanto era da vedere e ciò che da solo non sarei mai stato in grado di vedere.

Hai abbagliato la debolezza della mia vista, splendendo potentemente dentro di me.

(Agostino di Ippona)

Amministrazione

Sei in:

immagine di 
una montagna

Della fede si possono dire le frasi più contraddittorie.
È misteriosa e quotidiana.
È una scommessa ed una sfida.
Te la consegnano i genitori,
ma è oggetto di una scelta.
Nella storia di Romina sono rappresentate al vivo tutte le tappe.

Vi narro la storia della mia fede

La mia fede? Senza dubbio è un dono di Dio. Non so da dove nasca o quando ho iniziato a credere. Posso solo pensare che mi abbia sempre accompagnata, anche se magari non ne ero pienamente consapevole quand'ero piccola.

Immediata l'apertura al trascendente, alla dimensione che non ti appartiene anche se ti abita profondamente. Ritrovarsi a 25 anni, come Romina, con un patrimonio senza riferimenti ben delineati ma con la sensazione netta che questo viene da altrove, che non è costruito, ma frutto di un'alterità assoluta, dice l'identità stessa della fede: misteriosa e quotidiana.

E del mistero possiede l'assoluta gratuità che significa avvenimento inatteso, relazione non domandata, ricchezza sovrabbondante. Perché tutto questo e altro è il vincolo di fede che ti avvolge, partendo certo da cause immediate quali i genitori e l'ambiente, ma che arriva da più lontano. Una ragazza che riflette su quanto ha ricevuto, può giungere alle più svariate conclusioni, non ultima quella che la introduce direttamente nella luce di Dio e che le fa riconoscere i tratti del suo volto.

Di fronte ai mille e mille giovani che chiedono al cuore della notte di soddisfare il profondo desiderio di vita, una domanda si impone: "Come condurli all'interno di un'altra notte?". Quella complessa e luminosa della fede. Si tratta di aprire i loro sentieri verso ciò che il cuore dell'uomo incessantemente cerca e la fede costantemente offre: la voglia di senso che può essere appagata nell'incontro con chi è all'origine di ogni significato.

La vicenda di Romina percorre questo itinerario e ci offre lo spaccato d'una personale iniziazione alla fede.

La prova esistenziale

Un cammino singolare di iniziazione, oltre a quello dell'infanzia. Comincia con la coscienza della prova che fa entrare nel cuore dell'esistenza e proietta nel cuore di Dio.

«Solo crescendo capii che la fede si deve confrontare perché possa maturare, anche a costo di perderla. Feci quasi una scommessa con me stessa: ho cercato di capire qual era il progetto di Dio per me. In alcuni momenti mi era sembrato quasi che Dio desiderasse mettere alla prova la mia volontà e mi sfidasse a comprendere il Suo amore, ad affrontarlo e a rispondere alla Sua domanda: "Qual è il significato della tua lotta?". Mi sono anche resa conto che Lui mi aveva dato il più grande di tutti i doni: la possibilità di scegliere e decidere delle mie azioni».

Il duplice risvolto vede Dio invocato che, a sua volta, chiama in causa attraverso la scommessa e la sfida. Ambedue rivestono il sapore della prova che porta a verificare il senso dell'esistere. Un crogiolo laborioso che forgia un'avventura assolutamente interiore: il coraggio di porsi di fronte alla vocazione originaria. Lì il soggetto ravvisa, con la forza della speranza e il dubbio dell'incognito, la possibilità di intraprendere un cammino e di indovinarlo: la scommessa appunto. E come gli antichi patriarchi sente il peso della presenza di Dio, lo intuisce parte attiva ma esigente della sua vita. Un rapporto interpellato a crescere dalla sfida dell'amore, che non lascia la vita uguale a se stessa, ma la spinge a trovare risorse di pienezza.

Romina si pone l'interrogativo serio e pone la vita di fronte a se stessa. Da una parte viene pensata nella prospettiva di Dio che non mette al sicuro ma infonde sicurezza; dall'altra il confronto con la forza di Dio dà ragione della dignità di essere creature e non automi.

Stare in piedi

«In alcuni momenti mi ero comportata come chi non aveva mai preso una decisione importante nella vita. Ero sfuggita al dubbio, alla sconfitta, ai momenti di indecisione. Ma Dio mi aveva condotto sull'abisso dell'inevitabile per dimostrarmi che dovevo "scegliere" e non "accettare" il mio destino.»

Romina è chiamata a prendere in mano la prospettiva che la sua storia di fede le apre. La scelta si impernia attorno ai due cardini di amore e libertà che, piantati nella sofferenza, fondano ogni slancio generatore.

«Se avevo sofferto, doveva esserci un motivo e la più grande scoperta che ho fatto quando credevo di sprofondare è stato l'immenso amore di Dio che mi ha sostenuta, in ogni occasione. Lui si nasconde nella creazione, nella storia, nell'incarnazione, nell'Eucaristia. Si nasconde dentro di me e vuole che lo scopra da sola. Lui vuole che sia io ad andargli incontro, proprio perché mi vuole libera. Anche di sbagliare se necessario, di avere paura, di dubitare. Perché dietro ogni dubbio, c'è comunque la fede».

Occorre mettersi con lucidità di fronte all'intreccio delle vicende che lasciano una cicatrice e rileggerle attraverso le orme di Dio nell'animo. Si arriva a scoprire "il caso" come la logica di Dio che instaura dinamiche piene di sorprese e di fascino. Una ragazza seriamente in ricerca si confronta sul significato dell'incontro fra la decisione individuale e l'abbraccio disinteressato di un Padre.

Si tratta di due libertà che, nel mistero della loro essenza, non si determinano, ma non possono ignorarsi. La prima, generata dalla seconda, è tuttavia capace di porsi con la sua autonomia. Su un piano diverso ma non in conflitto. In piedi, davanti al mistero della sua origine e delle situazioni che ne scaturiscono, la libertà rivela un duplice dinamismo in rapporto alla fede.

È una libertà articolata che porta a trovarsi tra le mani una potenzialità in espansione e nello stesso tempo sfuggente. Sentire di poter decidere e non sapere bene quale direzione prendere. Iniziarsi alla vita di fede e fronteggiare la complessità di un incontro con la propria interiorità e con le provocazioni estranee, quelle di Dio comprese.

È una libertà interpellata da una vicinanza che il Signore delle cose propone attraverso i suoi due volti di presenza-assenza. Come nelle vicende umane di coloro che si amano e fondono le proprie vite, è necessario guardarsi rinnovando il riconoscimento e l'accettazione. Si tratta anche di affrontare Dio, di chiamarlo per nome e di lasciarsi "sorprendere".

Divenire responsabile

«Fu proprio nel periodo più travagliato e doloroso, che mi venne chiesto di diventare catechista. Da allora la mia fede ha cominciato veramente a maturare, grazie anche al dialogo con i ragazzi, una collega catechista, il gruppo giovani e agli incontri di formazione. Mi sono sentita responsabile di un pezzetto di mondo. Come il frammento di uno specchio, posso riflettere la luce e cambiare forse qualcosa in qualcuno. È così che oggi cerco di vivere la mia fede. Dio solo può donarla, io però posso offrire la mia testimonianza, infondere fiducia e insegnare l'amore.»

Il processo di iniziazione sfocia nell'impegno serio e coinvolgente di trasmettere la fede. Romina si decentra, prende in consegna qualcun altro. La fede diventa maggiormente sua nel momento in cui la condivide. In concreto, per chi è iniziato, diventare a sua volta iniziatore e guida significa:

- considerare la fede come dono eccedente: non può rimanere patrimonio privato e richiama il compito dell'annuncio;

- vivere il cammino personale come continua riappropriazione attraverso un processo di purificazione;

- scoprire la dimensione dell'altr che rimanda alla novità di Dio e rende custodi del suo amore.

La conclusione di questa storia è aperta, in evoluzione. Basata su elementi solidi e purificata dal travaglio iniziatico ha assimilato un punto fermo, di non ritorno:

La fede, dunque, è parte di me. Coinvolge interamente la mia vita, e poiché non cerco di capire per credere, ma credo per poter capire, penso anche che solo nella fede l'impossibile abbia una possibilità.

(Luciano Zanini in Evangelizzare, n. 10 giugno 2001)