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Si vorrebbe essere un balsamo per molte ferite

(Etty Hillesum)

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Tazebao

Tu sei il mio Dio, a te sospiro giorno e notte.

Appena ti conobbi mi hai sollevato in alto perché vedessi quanto era da vedere e ciò che da solo non sarei mai stato in grado di vedere.

Hai abbagliato la debolezza della mia vista, splendendo potentemente dentro di me.

(Agostino di Ippona)

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Dal diario di Etty Hillesum

1941 - 1943

Profilo storico di Etty Hillesum

foto di Etty Hillesum

- 1941 -

È un momento penoso, quasi insormontabile: devo affidare il mio animo represso a uno stupido foglio di carta a righe. I pensieri sono così spesso così chiari e limpidi nella mia testa, i sentimenti così profondi, ma non riesco ancora a metterli per iscritto... Ma sarà pur necessario, se voglio indirizzare la mia vita verso un fine ragionevole e soddisfacente. (Domenica 9 marzo - p. 23)

"Il mondo rotola melodiosamente dalla mano di Dio"... Anch'io vorrei rotolare melodiosamente dalla mano di Dio. (Domenica 9 marzo - p. 28)

... improvvisamente, qualche settimana fa, è spuntato il pensiero liberatore...: quell'odio indifferenziato è la cosa peggiore che ci sia. È una malattia dell'anima... Se, in questo periodo, io arrivassi veramente a odiare, sarei ferita nella mia anima e dovrei cercare di guarire il più presto possibile. (15 marzo - p. 29-30)

... ho accettato con gioia la bellezza di questo mondo di Dio, malgrado tutto. Ho goduto altrettanto intensamente di quel paesaggio tacito e misterioso nel crepuscolo... E quel paesaggio è rimasto presente sullo sfondo come un abito che riveste la mia anima. (Domenica, le undici - p. 33)

E adesso, improvvisamente, questo atteggiamento che per ora chiamo "possessivo" è cessato. Mille catene sono state spezzate, respiro di nuovo liberamente, mi sento in forze e mi guardo intorno con occhi raggianti. E ora che non voglio più possedere nulla e che sono libera, ora possiedo tutto e la mia ricchezza interiore è immensa. (Domenica, le undici p. 35)

... mi rifiutavo di salire verso quel futuro di gradino in gradino. E, ora che ogni minuto è pieno, pieno sino all'orlo di vita e di esperienza, di lotta e vittorie e cadute, ma subito dopo di nuovo lotta e talvolta pace, - ora non penso più a quel futuro, in altre parole mi è indifferente se riuscirò a produrre qualcosa di straordinario oppure no, perchè sono certa che ne verrà fuori qualcosa. (Venerdì 21 Marzo - p. 38)

Ci s'interroga sul senso della vita, ci si domanda se essa abbia ancora un senso: ma per questo bisogna vedersela esclusivamente con se stessi, e con Dio. Forse ogni vita ha il proprio senso forse ci vuole una vita intera per riuscire a trovarlo. (Sabato 14 giugno, le sette di sera - p. 48)

Dentro di me c'è una sorgente molto profonda. E in quella sorgente c'è Dio. A volte riesco a raggiungerla, più sovente essa è coperta da pietre e sabbia: allora Dio è sepolto... (26 agosto, martedì sera - p. 60)

... il paesaggio ampio, quieto e anche un pò triste, guardavo fuori dalla finestra ed era come se viaggiassi attraverso il paesaggio della mia anima. Paesaggio dell'anima. Spesso il paesaggio esterno è per me lo specchio di quello interno... Paesaggio ampio, sereno e pieno di luce. (31 dicembre, martedì mattina, le dieci - p. 92).

E ora mi capita di dovermi inginocchiare di colpo davanti al mio letto, persino in fredda notte d'inverno. Ascoltarsi dentro. Non lasciarsi più guidare da quello che si avvicina da fuori, ma da quello che s'innalza dentro. (31 dicembre, martedì mattina, le dieci - p. 93)

- 1942 -

È proprio l'unica possibilità che abbiamo, non vedo alternative. Ognuno di noi deve raccogliersi e distruggere in se stesso ciò per cui ritiene di dover distruggere gli altri. E convinciamoci che ogni atomo di odio che aggiungiamo al mondo lo rende ancor più inospitale" (p. 212).

(Dal Diario di Ettyt Hillesum - Ed. Adelphi)