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Tu sei il mio Dio, a te sospiro giorno e notte.

Appena ti conobbi mi hai sollevato in alto perché vedessi quanto era da vedere e ciò che da solo non sarei mai stato in grado di vedere.

Hai abbagliato la debolezza della mia vista, splendendo potentemente dentro di me.

(Agostino di Ippona)

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Elisabetta Catez: Vado alla luce, all'amore, alla Vita

foto
	 di Elisabetta Catez

Nasce ad Avor in Francia nel 1880: di carattere irruente, orgoglioso, volitivo. inizia una brillante carriera di pianista; a 21 anni riesce a coronare il sogno che da anni la affascinava: entrare nel Carmelo di Digione, dove morirà, dopo una lunga malattia nel novembre del 1906.

Riscuotendosi per alcuni attimi dal coma, pronuncia le sue ultime parole: "Vado alla luce, all'amore, alla vita ...".

Fu beatificata il 25 novembre 1984 dall'ormai presto beato Giovanni Paolo II, che di lei disse: "Noi osiamo oggi presentarla al mondo. Con la beata Elisabetta una nuova luce brilla per noi, una nuova guida certa e sicura si presenta".

Sabeth - così veniva chiamata - è un'innamorata del silenzio, ama vivere tutta raccolta nel segreto della sua anima, dove sa di incontrare la Trinità che abita in lei.

In questo incontro silenzioso ella trova come dirà, il cielo sulla terra. Ha lasciato per noi questo - chiamiamolo - invito: "Io penso che in Paradiso la mia missione sarà di condurre le anime oltre se stesse, al fine di slanciarsi a Dio con un movimento semplice d'amore, di mantenerle in quel fertile silenzio che permette a Dio di comunicare Se stesso a loro e di trasformarle in Lui."