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Appena ti conobbi mi hai sollevato in alto perché vedessi quanto era da vedere e ciò che da solo non sarei mai stato in grado di vedere.

Hai abbagliato la debolezza della mia vista, splendendo potentemente dentro di me.

(Agostino di Ippona)

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ORIANA FALLACI
ricordata il 20 ottobre 2007 in Santa Croce a Firenze

Foto di Oriana Fallaci

Donna laica, razionale, che si confronta con un uomo di fede

"Oriana Fallaci, in modo laico, ha saputo affrontare la morte. L'ha affrontata in maniera umana, ma ha voluto che un prete le tenesse la mano".

Lo ha detto monsignor Rino Fisichella, vescovo ausiliario di Roma e rettore dell'Universita' Pontificia Lateranense, confidente della grande scrittrice e giornalista negli ultimi tempi della sua vita. Secondo il prelato, non perché Fallaci pensasse di convertirsi. "E' rimasta laica - ha detto Fisichella -, ma con la capacità di confrontarsi con i temi che la fede e la cultura cristiana pongono alla società. Perché fede e ragione, alla fine, hanno un unico obiettivo: giungere alla verità".

Oriana Fallaci, atea, laica, razionale che si confronta con un uomo che crede negli stessi valori di laicità e razionalità. Oriana Fallaci che discute con un uomo di fede, che si confronta con i temi e i dubbi della fede. è questo il filo rosso dell'incontro che si é tenuto oggi nel Cenacolo di Santa Croce, a Firenze, per presentare "Morirò in piedi", il libro edito da Polistampa nel quale il presidente del Consiglio regionale della Toscana, Riccardo Nencini, tratteggia le sensazioni, i dialoghi, il confronto di idee avuto con Oriana Fallaci poco tempo prima della sua morte. In Santa Croce, oltre a Nencini, è intervenuto proprio monsignor Rino Fisichella.

Secondo monsignor Fisichella, "Oriana era prima di tutto una grande donna, che ha insegnato a molte donne a diventare tali. Lo dico - ha aggiunto il vescovo ausiliario di Roma - anche se a volte non condividevo le sue idee, il suo pensiero. é stata una grande italiana, che il suo paese non ha difeso, e una grande cittadina di Firenze, che amava in maniera spasmodica. Ed é stata una grande scrittice e giornalista, che ha inventato un suo stile". Per monsignor Fisichella "è giusto giudicare la globalita' di una vita e non solo per una parte dei suoi scritti".

(da:Adnkronos, 20 ottobre 2007)