Sei in:
- Home
- » Miscellanea
- » Briciole di vita
- » I giorni del dopo Natale
I giorni del dopo Natale
«Maria, da parte sua,
serbava tutte queste
cose meditandole nel suo cuore»
Luca 2, 19
È impressionante! Non so se per tutti è così.
Sono finiti gli auguri e tutte le parole che li accompagnano,
resta un profondo misterioso silenzio. Non si sente il solito
brusio della città e porti nel cuore cose belle, ma tutto intorno
tace, per cui senti più facilmente quella pace augurata dagli
Angeli agli uomini che Dio ama.
Molte lettere sul tavolo alle quali ti proponi di rispondere, ma con calma, incominciando dalle più lunghe, quelle sigillate, dove qualcuno forse ti ha scritto le sue aspirazioni o angosce che a Natale ha trovato il modo di confidare. La risposta deve essere pregata e pensata: è bello, ed è il mistero di Dio Bambino che continua. Una sirena della Croce Verde giù in basso fa pensare che non tutto il dolore è finito, ma continua e continua perciò il dovere della preghiera.
Colui che ha capito il Mistero, oggi nel silenzio del dopo Natale, lo gusta di più, se il suo cuore non è intorpidito dal grasso del pranzo e del cenone dei giorni precedenti.
Si hanno ancora negli occhi le luci e nel cuore i canti della mezzanotte, le parole sentite di speranza e anche di ammonimento. La vita ha ancora un senso, il Mistero fattosi uomo in mezzo a noi continua il suo messaggio di Betlemme: «Vi annunzio una grande gioia: è nato per voi il Salvatore». si tratta di riconoscerlo.
Ma questo può avvenire solo se accetti di farti piccolo, bambino, perché solo a queste condizioni si rivela in pienezza. Farsi poveri, lasciare cadere ciò che portiamo tra le mani per poter stringere quelle del fratello, purificare i nostri occhi dalle visioni sconcertanti della televisione e dei giornali, il cuore e la mente dagli affetti falsificati che portano lo scompiglio in famiglia e dall’orgoglio e dall’egoismo che spengono in noi la bontà e il sorriso.
Il messaggio di pace e di amore continua a risuonare nel sIlenzio di questi giorni, unici in tutto l’anno, continua a dire agli uomini che sono fratelli perché c’è un Dio che ci è Padre e ci ama.
Forse non è così per tutti il Natale, ma c’è ed è una realtà nascosta sotto la valanga di doni che ci impedisce di pensare alle cose più belle che ci circondano.
Cose belle ne abbiamo viste tante in questi giorni: incontri con creature che cercano Dio, il Mistero rivelato in Gesù piccolo di Betlem o che, trovatolo, hanno sentito il bisogno di dirti la gioia di aver scoperto davvero la perla preziosa di cui questo Bambino, fatto adulto, parlerà agli uomini che incontrerà: hanno capito che solo possedendo quel tesoro possono dare un senso ai loro giorni, al dolore e persino alla morte.
Tanti incontri con giovani che vanno verso la vita e con vecchi che stanno per entrare nell’eterno gioire di Dio, nel suo sabato che è il riposo del settimo giorno di cui parla la Genesi: l’eterno riposo in Colui che ci aspetta.
Sì, i giorni del dopo Natale sono giorni che sembrano riflettere quelli di Maria e di Giuseppe. Giorni di riflessione, di ammirazione e di silenzio: «Maria conservava tutte queste cose nel suo cuore e le meditava!»
